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Corsi di massaggio online: perché il tocco non si impara davanti a uno schermo – Intervista a Stefania Messina

La formazione online funziona per la teoria, non per la manualità. L’evidenza scientifica è netta: le abilità psicomotorie — palpazione, dosaggio della pressione, percezione dei tessuti — richiedono pratica supervisionata con feedback tattile immediato. I novizi applicano una forza superiore del 22,7% rispetto agli esperti; con un feedback correttivo, quella forza si riduce del 47,9%. Durante la pandemia i deficit hanno colpito proprio le procedure manuali: a Colonia gli studenti competenti nella venipuntura sono scesi dal 47,6% al 38%. Al contrario, per la sola conoscenza teorica online e presenza si equivalgono. Il modello che la ricerca indica come standard è quello ibrido: teoria a distanza, pratica in aula. In Italia la norma UNI 11713:2018 lo codifica già, richiedendo 600 ore totali di cui almeno 120 di massaggio pratico in presenza.

«Che cosa vuoi che ti diano con un massaggio online?». La domanda di Stefania Messina, operatrice olistica di Verona, arriva senza giri di parole. E tocca un nervo scoperto di un settore in piena espansione: quello della formazione a distanza applicata a mestieri che si fanno, letteralmente, con le mani.

La sua posizione è netta. Tuttavia, come vedremo, non è un rifiuto ideologico della tecnologia: lei stessa ha seguito corsi online. Il punto è un altro, ed è esattamente quello che l’evidenza scientifica ha misurato negli ultimi anni.

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